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martedì 24 febbraio 2015

Media Art Festival 2015

Dal 25 febbraio al 1 marzo 2015 Roma ospiterà la prima edizione del Media art Festival.
Tre location, la Centrale Montemartini, la Palestra del'innovazione e l'Università degli Studi di RomaTre saranno il fulcro del format dedicato al mondo dell'arte digitale.
Più di 20 eventi tra mostre, workshop, laboratori, masterclass e performance per esplorare le nuove frontiere dell'arte. La riflessione proposta indaga su come le tecnologie diventino medium creativo e come cambi, in virtù di questi nuovi mezzi, il rapporto tra creatore e fruitore.

Il multievento verrà inaugurato con la mostra "From body to mind. New generation of italian media artists" alla Centrale Montemartini, in via ostiense 103, mercoledì 25 febbraio. 
Ogni giorno, la Palestra dell'Innovazione, in via del Quadraro 102, ospiterà incontri e workshop con gli artisti che proporrano attività dedicate alle scuole per avvicinare i ragazzi all'arte digitale.


Ecco l'elenco delle mostre e delle performance, invece gli appuntamenti dedicati alla formazione li troverete all'interno del sito web all'interno della sezione programma


(artisti in mostra)
  • dal 25 febraio al 1 marzo, dalle 9 alle 19 alla Centrale Montemartini:  Aye Aye, Iocose, Giacomo Lion, Giovanni Mezzedemi, Max Serradifalco, Daniele Spanò,Danilo Torre

    alla Città educativa di Roma: Alessio Chierico, Dehors/Audela, Simone Pappalardo
(performance)
  • 25 febbraio dalle 13 alle 13:30 alla Centrale Montemartini: “Deriva” di
    Roc Parés, Università Pompeu Fabra, Barcellona
  • 25 febbraio dalle 19:30 alle 20 alla Città educativa di Roma: “Un bene incurabile” di Dehors/Audela 
  • 27 febbraio ore 19.45 – 20 Città Educativa di Roma: “Concerto audiovisivo n.1" di Vincenzo Core e Fabio Scacchioli
  • 28 febbraio ore 19.15 – 19.45 Città Educativa di Roma: “ALCINA - Social Garden” di Simone Pappalardo e Giovanni Trovalusci. Serata a cura di Elisa Cuciniello

domenica 8 febbraio 2015

A palazzo Braschi i vestiti dei sogni


Ancora un appuntamento dedicato al cinema, la mostra “I vestiti dei sogni” ci racconta la storia dei vestiti di scena e dei grandi costumisti italiani.

A Palazzo Braschi dal 17 gennaio al 22 marzo 2015, sarà possibile visitare un'esposizine che si snoda in un doppio percorso.
Il primo segue l’arco cronologico scandito dai costumisti, porta avanti la narrazione di un secolo di scuola italiana. Si articola nelle prime dieci sale, e giunge a compimento all’interno del salone dedicato alla Sartoria Tirelli. La stanza dedicata agli abiti di Milena Canonero per Marie Antoinette chiude il racconto.
Il secondo percorso invece segue il filo conduttore dei capolavori del cinema dove compaiono le creazioni. Si tratta dell’itinerario più libero, dove i vestiti dialogano con i capolavori dell’esposizione permanente del museo.

Ci andiamo?

domenica 1 febbraio 2015

Gli anni d’oro del cinema italiano


Rodrigo Pais, fotoreporter, nel 1960 frequenta i set di quello che sarà consacrato il grande cinema italiano. Fotografa il backstage, coglie vitalità e particolari di un’industria, quella cinematografica, che attrae e coinvolge persino il cinema hollywoodiano.

Fino all’8 marzo, il museo di Roma in Trastevere ospiterà il racconto per immagini intitolato Pais del Cinema. Il cognome dell'autore e la tematica si intrecciano delineando un decennio di successi.
La grande ascesa inizierà con la Palma d’oro al festival di Cannes per Federico Fellini, con La dolce vita, e il premio della giuria per Michelangelo Antonioni, con L’avventura.
“Pais del cinema” raccoglie gli scatti di back stage di pellicole come Il sorpasso di Dino Risi, La ragazza di Bube di Luigi Comencini, La noia di Damiano Damiani, L’eclisse di Michelangelo Antonioni, Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini. Ciak, momenti di riposo, truccatori al lavoro, parenti dei protagonisti, spettatori curiosi ricostruiscono nelle immagini catturate dal fotografo tutto ciò che alimenta, muove e rende possibile la scena. 

In mostra locandine, fotobuste e manifesti originali dei film presentati e una sezione interamente dedicata a Virna Lisi.

Ci andiamo...domani?